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Manifesto per il Diritto a un CIBO SOSTENIBILE

La fame, il cibo e la sostenibilità.
Nonostante tutti gli “sforzi” della FAO e delle Istituzioni internazionali il numero di persone denutrite nel mondo è continuato ad aumentare e questo non per gravi carestie o per altre catastrofi naturali, cioè per scarsezza di cibo, ma perché i poveri sono diventati più poveri e non hanno soldi per comprarselo.
Esemplare è il caso dell’India dove i denutriti sono aumentati, sia in valore assoluto ( attualmente 221 milioni) che in percentuale, passando negli ultimi 10 anni dal 17 al 20% circa della popolazione, nonostante non si siano verificate diminuzioni delle scorte alimentari.
Dobbiamo, nel contempo, sottolineare che, accanto ai 925 milioni di abitanti della Terra, che soffrono la fame (dato FAO 2010), vi sono circa un miliardo di obesi e 300 milioni di questi sono gravemente obesi. Anche in questo caso si tratta, in genere, di malnutrizione dovuta non solo a problemi culturali, ma anche alla povertà, alla impossibilità di comprarsi cibo sano.
I prodigiosi effetti della “trasformazione industriale” dell’agricoltura, che le organizzazione internazionali, dalla Banca Mondiale, alla Fao e alle Nazioni Unite, hanno sbandierato dagli anni ’60 in poi, non si sono assolutamente verificati.
Questa rivoluzione industriale, che all’inizio, ironia della sorte, veniva chiamata “rivoluzione verde”, si è concretizzata in questo modo: un uso massiccio dell’acqua, del petrolio e delle sostanze chimiche di sintesi (fitofarmaci e fertilizzanti); la meccanizzazione forzata del lavoro nei campi, la riduzione della manodopera impiegata, un’ulteriore concentrazione delle terre nelle mani di pochi proprietari ed il proseguimento di un processo iniziato fin dal 1500 in America Latina, ovvero quello dell’imposizione delle monoculture, tutto questo finalizzato ad interessi estranei alle esigenze delle popolazioni locali.
A fronte di aumenti della produttività specifica, non sempre di carattere permanente e a volte discutibili anche riguardo ai risultati, si sono verificati gravi effetti “collaterali”, sia sotto il profilo economico – sociale sia sotto quello ambientale.
Sembra un paradosso, ma si può affermare che l’attuale modello agricolo globalizzato, dal punto di vista dell’efficienza energetica, sia molto meno efficiente di quello basato sul bue, l’aratro ed il letame. Infatti questo modello, per produrre, trasportare in giro per il mondo, conservare e cucinare una caloria di cibo, ne consuma sette di combustibili fossili.

Gli effetti economico sociali
L'industrializzazione dell’agricoltura ha prodotto un gigantesco processo di espulsione e inurbazione di grandi masse di contadini, verso le baraccopoli di quelle che sono oggi le megalopoli del terzo mondo.
Milioni di piccoli contadini sono stati messi nella condizione di non poter più coltivare, neppure il necessario alla propria vita quotidiana, perché costretti a produrre solo alcuni prodotti destinati all’esportazione.
Milioni di contadini sono stati espulsi dalle campagne perché considerati inutili, sostituibili dal lavoro delle macchine e in certi casi anche potenzialmente pericolosi, in quanto determinati a voler partecipare alle scelte sull'uso della terra.
Contemporaneamente si è rafforzato il potere e la capacità di controllo delle oligarchie economiche sulle produzioni agricole e quindi sulla vita di miliardi di persone.
Questo processo si è consolidato negli ultimi decenni attraverso il controllo delle sementi e la diffusione degli OGM, sotto l'egida di una decina di multinazionali agro-chimiche.
Tali industrie hanno imposto modelli produttivi e di consumo di carattere globale; ad esempio si sono realizzate immense piantagioni estensive di soia OGM in America Latina, da impiegare come mangimi animali, per produrre enormi quantità di carne e di latte (spesso di bassa qualità), in gran parte sprecate.
Ma forse il risultato economico più eclatante è stato, non solo nei paesi poveri, ma anche in quelli ricchi, un'importante riduzione del valore del lavoro agricolo. Oggi, anche in Italia, la maggior parte dei contadini, che non riescono ad usufruire di sovvenzioni, o che non hanno cominciato a fare scelte alternative e coraggiose, stanno andando incontro ad un progressivo impoverimento.

Gli effetti ambientali
Questo modello agricolo ha provocato un notevole incremento degli impatti ambientali: il consumo delle acque e delle altre risorse naturali, l’emissione di inquinanti, il deterioramento dei suoli, l’abbandono dei cosiddetti terreni marginali, ovvero inadatti all’agricoltura industrializzata, la cui mancata gestione costituisce un grave problema ambientale ed economico.
Dallo studio della Commissione europea “EIPRO” emerge come il settore produttivo “food and drink” sia il principale responsabile degli impatti ambientali complessivi dei consumi nei 25 paesi della UE, con il 31% degli impatti, contro il 23,6 della costruzione e gestione degli edifici, il 18,5 dei trasporti e il 26,9 di tutti gli altri settori. Secondo alcuni studi, l’insieme dei processi di questo modello di produzione e consumo di cibo risulta il principale emettitore di gas serra nel mondo.
Anche in Italia i problemi ambientali di questo modello agro-zootecnico sono ormai evidenti.
Oltre i due terzi dei suoli del territorio nazionale presentano forti problemi di degradazione. In particolare, il 21,3% dei suoli del territorio nazionale è ormai a rischio di desertificazione.
Questo degrado, verificatosi negli ultimi 40 anni, ha provocato una diminuzione di circa il 30% della capacità di ritenzione idrica. In parti consistenti del nostro territorio, il suolo ha ridotto in modo preoccupante la sua fertilità, perdendo la capacità di trattenere e fornire alle piante sostanza organica e nutrienti. Nonostante i consistenti interventi economici, continuano a rimanere preoccupanti i livelli di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, causati dalle ingenti quantità di prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Rilevanti sono poi gli effetti negativi sulla perdita di diversità biologica e sui problemi alla salute causati da queste sostanze chimiche.
In sintesi, è possibile affermare che oggi, nel mondo,la maggior parte del cibo prodotto per il commercio non è sostenibile, né socialmente, né ambientalmente! La sostenibilità di cui parliamo non è qualcosa di astratto, ma qualcosa di concreto, misurabile con strumenti di calcolo e opportuni indicatori già a nostra disposizione.
E' diritto di ogni essere umano nutrirsi con un Cibo Sostenibile, non ottenuto da distruzione della natura e grazie all’impoverimento di altri esseri umani, e riteniamo che chiunque produca e venda Cibo non Sostenibile lede un diritto e compie reati contro il Bene Comune.

Una manifestazione di intenti e di volontà
I promotori ed i firmatari di questo manifesto vogliono affermare e difendere il Diritto ad un Cibo sostenibile si impegnano a raccogliere la disponibilità di molte altre donne e uomini per raggiungere tale obiettivo.
Vogliamo cambiare l'attuale modello agro-zootecnico che ha come presupposti ed effetti:
• il riscaldamento e l’inquinamento del nostro pianeta
• l’immane distruzione di risorse naturali quali: l’acqua, il suolo, l’energia e la biodiversità
• l’assoggettamento di miliardi di persone e di interi territori agli interessi di poche decina di imprese multinazionali, che pretendono di controllare i semi (OGM) e le risorse naturali (acqua, suolo, energia) • la fame e l'espulsione dalle terre di centinaia di milioni di agricoltori in tutto il mondo
• le modalità di trattamento degli animali, spesso allevati in situazioni inaccettabili.
Proponiamo un modello agro-zootecnico che si ponga questi obiettivi:
• l’autodeterminazione dei popoli e la loro sovranità alimentare
• contribuire in misura determinante al raffreddamento del pianeta
• il diritto al cibo garantito a tutti gli abitanti del pianeta, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali
• l’affermazione di modelli agricoli mirati, innanzitutto, al soddisfacimento dei bisogni delle popolazioni locali
• la preservazione e la valorizzazione delle risorse naturali e culturali locali
• la produzione di un cibo di qualità, che valorizzi le esperienze e le capacità dei diversi produttori e garantisca la salute dei cittadini e dell’ambiente.
• il miglioramento della qualità sociale ed economica del lavoro e dell’occupazione agricola e della sua quantità il riconoscimento di questo nuovo modello in una legislazione internazionale, europea e nazionale che riconosca la funzione sociale e ambientale della terra in tutto il Pianeta.

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I Promotori
Riccardo Rifici - esperto di sostenibilità
Antonio Lupo - Comitato Italiano Amigos Sem Terra (MST Brazil)
Gianni Tamino - esperto di sostenibilità - Università; di Padova
Piero Riccardi - giornalista Report - RAI
Luigi Ferrajoli - teorico del Diritto
Rosario Lembo - Presidente Comitato Italiano Contratto Mondiale dell'Acqua (CICMA)
Vincenzo Vasciaveo - Distretto di Economia Solidale Rurale Parco Agricolo Sud Milano
Mario Agostinelli - Comitato Energia Felice
Giuseppe Landonio - medico - consigliere comunale di Milano
Emilio Molinari - Comitato Italiano Contratto Mondiale dell'Acqua (CICMA)
Rodolfo Canciani - Direttore Fratelli dell'Uomo onlus
Chiara De Poli - Comitati per un cibo sano, trasparente e sostenibile (Ge)
Roberto Masciadri - Comitati per un cibo sano, trasparente e sostenibile (Mi)

Promotores brasileiros
Gilvander Luís Moreira - frei, mestre em Exegese Bíblica, assessor da Comissao Pastoral da Terra -CPT/MG - Belo Horizonte, MG, Brasil
Delze dos Santos Laureano - doutoranda em Direito Público Internacional, professora de Direito Agrário, Procuradora do Município de Belo Horizonte, MG, Brasil
Dom Tomás Balduíno - Bispo Emérito de Goias
Joao Paulo Rodrigues - Direcao Nacional do MST
Itelvina Masioli - membro do comite internacional da Via Campesina
Maria do Rosário de Oliveira Carneiro
Samuel da Silva
Simone Silva Pereira
Izabel Rodrigues Lopes Filha - Pedagoga - MST Pará Brasil
Jeniane Lima - Engenheira Florestal - MST Paraná
Marcelo Netto Rodrigues - jornalista
Marcelo Barros - teologo - assessor dos movimentos populares

Adesioni europee
Comitato amici MST de Lyon - France
Comitato amici MST de Nanterre - France
Comite de Apoyo al MST de Barcelona - Cataluna (Espana)
Jon Sanz - Komite apoyo MST (Movimentos Sem Terra) de Madrid - Espana
Comitato amici MST - Svezia

I firmatari italiani
Adanella Rossi - Università di Pisa
Silvano Falocco - economista ambientale
Simone Ricotta - esperto di sostenibilità
Franco Calamida - Associazione Adessobasta
Cinzia Thomaresis - Comunità Sant'Angelo Milano
Coordinamento Nord Sud del mondo
Antonio Vermigli - direttore rivista \"In Dialogo\"
Marco Iob - CeVI (Centro Volontariato Internazionale)
Tonino Perna - presidente di Sinistra Euromediterraneo
Luca Tornatore - Ya Basta
Andrea Ferrante - Presidente Nazionale AIAB
Giorgio Riolo - Presidente Assoc. Punto Rosso Milano
Maria Quarato - operatrice sindacale
Massimiliano Lepratti
Michela Trevisan - biologa specialista in scienza dell'alimentazione (VE)
Giovanna Procacci - Università di Milano
Silvana Galassi - cattedra di ecologia - università Studi di Milano
Giovanna Caviglione - CNR - Genova
Filiberto Boffi - Cooperativa Chico Mendes (Mi)
Simona Capogna - Vicepresidente VAS (Verdi Ambiente e Società)
Rita Vitrano - insegnante
Stefano Lentati - Fratelli dell'Uomo Milano
Fiorella Tosatti - Roma
Serena Romagnoli - Amig@s MST-Roma
Alessandro Salce - Roma
Laura Malmignati - Roma
Domenico Bertelli - Milano
Renata Lovati - Cascina Isola Maria
Laura Armati - Milano
Paolo Rizzi - Comitato Italiano Contratto mondiale sull'acqua
Giuseppe De Marzo - Associazione A Sud
Serena Leoni - Fratelli dell'Uomo Toscana
Robertino Barbieri - maestro elementare
Roberto Musacchio - Altramente-scuola per tutti
Michela Mazzoccoli
Ivana Pignato
Roberto Li Calzi - Consorzio Siciliano Legallinefelici e Associazione Siqillyàh
M. Paola Casà
Paola Mauri
Marco Sabatini
Ebba Folonari
Luciana Chiavaccini
Patrizia Porro
Walter Rossteuscher - agricoltore
Margherita Marengo
Nicoletta Cinotti
Anna Vittori - Associazione Cittadinanzattiva
Elena Rizzi - educatrice ambientale
Ordelia Campolo
Roberta Mai
Sonia Ceretto Castigliano
lm. Bertola
Felice Romagnoli
Valeria Milone
Tomaso Sabatini
Elena Pisano - Fratelli dell'uomo Milano
Silvia Barillari
Simonetta Barcella
Cristina Melandri
Bruno Barmaveraim
Anna Brizzi
Marianna D'Agostino
Sara Casella
Bruno Russo
Fabiana Spozio
Gloria Barraco
Luca Corneo
Enrica Caponcelli
Miriam Marzo
Katia Rossi
Serena Marchegiani
Monica Carestia
Barbara Taiarol
Alessandro Lentati
Riccardo Walchauzzer
Claudia Fanti
M. Caglioni
Massimo Rocco
Rossella Gallo
Aldo Zanchetta - ingegnere chimico
Stefano Sensoli
Cristiano Nattero - comitato acqua pubblica Genova
Daniela Napoli
Enzo Parisi - Rete Italiana Ecologia Profonda
Dario Patrone - contadino e studioso
Roberto Fumagalli - Comitato Italiano Contratto mondiale sull'acqua
Budria Stefano - agricoltore
Daniela Annetta
Pio Positano - Foggia
Elena Budria - aspirante contadina
Roberto Pisani - contadino-presidente A.S.C.I (assoc.solidarietà campagna italiana)
Gloria Gelmi
philippe lemoussu - contadino
sandra giuntoli- studentessa
licia veronesi
Toni Peratoner - Rete Radié Resch
Loris Brioschi
Aurora Mangano - Genova
Walter Tiano
Marco Ronco
Daniela Cappellari
Monica Gsivco
Titta Paparozzi
Daniela Deho
Irma Castelnuovo - medico Chieti
Consorte Maurizio - medico Chieti
Consorte Bruno - studente Chieti
Consorte Cornelia - studentessa Chieti
Paolo Ciarimboli - Agricoltore
Anna Maria Fissardi
Bruno Sebastianelli - Agricoltore
Anna Santoiemma
Loris Asoli
Monica Negroni
Angelo Colosimo
Valentina Carraro
Rodolfo Stragapede
Mauro Fumagalli
Giovanni Mainieri
Delia Lavezzi
Cristina Citterio
Monica Gilli
Iacopo Locateli
Fulvia Mantovani - Agricoltore
Sara Fumagalli
Roberto Donati
Luciano Astolfi - Como
Silvia Casu - operaia - Rapallo (Ge)
Francesca Baccani - coop. Chico Mendes (Mi) e
Biancomangiare - alta cucina secondo natura
Micaela Venturini - Perugia
Anna Maria Canton - dietista - Vercelli
Giordana Sauli
Marianna Mattera - studentessa- Genova
Valeria Crippa
Annelisa Addolorato
Valentina Bridi
Marinella Coreggia - giornalista -Roma
Luisa Leoni
Gabriele Cova
Sergio Revello - Educatore
Giuliano Ciampolini - Agliana (PT)
Anna Biancalani
Antonio Sammartino - Pistoia
Maria Chiara Cocchi - Pistoia
Amanda Zollo
Catia Vignolini, Quarrata (PT), imprenditrice agricola
Bettina Pace
David Lifodi - Siena
Giannozzo Pucci -L\'Ecologist italiano
Lucia Fazio
Alessio Ciacci - Assessore all'Ambiente Comune di Capannori
Navdanya International
Maurizio Zucca - Sociologo - Cagliari
Maria Bozzano
Simone Canigiani - Pistoia
Gabriele Accadia
Ester Giuliano - Milano
Paolo Masoni
Carlo Zaghi - dirigente dello Stato
Simona Perseo
Valentina Fantin - Enea
Luciano Plotegher
Emilia Galtieri - SIAN (Servizio Igiene alimenti e nutrizione) ASL RomaD
Salva Crivelli
Alessandra Mascioli - economista
Tonino Rachele - Buia (Udine)
Elena Mariuz - Udine
Carlo Tamagni
Luca Benedini - Comitato difesa ambiente e salute (Codiamsa) - Mantova
Daniela Favena
Fabrizio Garbarino - allevatore cooperativo A.R.I.
Gianluca Carmosino - giornalista
Maria Chiara Caponi
Monica Giansanti - insegnante
Patrizia Asperti
Carlo Rifici
Enrico Felici
Fernando Barbosa - Università di Firenze
Manuela Trovato - Catania
Nicoletta Manuzzato - giornalista
Dision Patrizia - educatrice d'infanzia
Adriano Zaccagnini - docente di Permacultura
Massimo Falsaci
Barbara Gianfranchi
Marco Chiletti, contadino - Calci (Pisa)
Brunilda Ternova
Anna Rossi
Marina Arigliano - pensionata
Claudia Lisi - Brindisi
Giuseppe Esposito - Afragola (NA)
Giovanni Peta - Spezzano sila (Cosenza)
Luisa Camassa
Antonio Curri - Ceglie Messapica (BR)
Roberto Ionta
Barbara Fiorellino - Roma
Guido Viale
Liliana Ielasi - comitato ambiente Costa dei gelsomini
Silvia Casu - comitato acqua pubblica
Gabriella Demontis
Angelo Nardiello
Andrea Gianelli
Francesca Carconi
Nicola Losciale
R. Martignetti
Evelina Primo
Candice Barrett
Daniella Ambrosino
S. Colombo
Valeria Rossi - studentessa
Marco Pezzoni - associazione CreaFuturo Cremona
T. Patrissi
Francesca Tosto
Mauro Savorani
Fausta Bicchierai
Barbara Grimaldo